La tua visita

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INTRODUZIONE

Uscendo dal parking delle grotta di Arcy-sur-Cure inizia una bella passeggiata luno il fiume chiamato la Cure. Qui possiamo trovare un gruppo de grotta nel esterno. In Arcy abbiamo 11 grotta ma solito in 2 possiamo trovare dipinti e incisioni preistorici. Il luogo è stato conservato allo stato naturale ed è uno dei più significativi a livello nazionale. Dal XVIII secolo le grotta sono state riconosciute è visitate da scienziati sia francese che internazionali perché oltre ad essere un luogo ricco di richezze archeologiche è geologiche, è un luogo che trasmette pace è ispira rifflessione ad esplorazione.

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I REGOLAMENTI

La grotta è classificata come Monumento Storico. L’accoglienza del pubblico è regolata dal Ministero per conservare e proteggere il patrimonio culturale e naturale. È vietato toccare le pareti, scattare fotografie, fumare, mangiare o introdurre animali. È obbligatorio seguire la guida.

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SALA DEL DESERTO

La nostra visita inizia nella stanza del deserto così chiamata perché non abbiamo trovato qualcuna formazione di carbonato di calcio né dipinti. Qui abbiamo un chiaro cambamento di temperatura ( 12 gradi tutto l’anno) per colpa di fiume (La Cure). Durante il Giurassico un terremoto fraturrò la roccia permettendo all’acqua piovana è al fiume di penetrare all’interno della grotta creando così un percorso per migliaiadi anni. La grotta è divisa in due gallerie, quella di sinistra detta fossile, poiché al’interno non troveremo presenza di acqua o dipinti, mentre quella di destra ha acqua ed è detta gallerie vivente.

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STANZA DELLA VERGINE

Numerosi sono i nomi di questa stanza , tutti legati alle diverse formazioni geologiche stalattiti, stalagmiti, bandiere, colonne è pozze. Il nome più utilizzato negli anni è stato nella stannza della vergine per via delle stalattiti che riflettono l’aspetto di questi.
Il grande botanico Buffon in 1740 visitò le grotta per studiare gli formazioni geologiche qui anni fa chiamate « coni di ghiaccio » . Gli formazioni discendenti (soffito-pavimento) sono chiamate stalattiti, è gli formazioni ascendenti (pavimento-soffito) sono chiamate stalagmiti. Possiamo anche vedere le bandiere è pozze.

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STANZA DELLA CONCHIGLIA

In questa stanza possiamo vedere nella parte in basso a sinistra una forma che riccorda una conchiglia da cui deriverebbe il suo nome, un altro fatto da sapere per comprendere il suo nome è che siamo sulla strada per Santiago di Compostela; il cui logo altro non è che la conchiglia.
La stanza è collegata tramite un tunnel con il soppalco in cui troveremo la presenza del fiume, proprio sulla parete opposta possiamo vedere delle bandiere ( formazioni geologiche a forma di bandiera ).

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LA CATTEDRALE

In questa stanza troveremo un tetto in argilla ddi circa di 12 metri privo di stalattiti, poiché questa roccia è impermeabile é poiche non consente il,passaggio dell’acqua, non si creerano nuove formazioni. Tuttavia l’acqua ha cercato di attraversarla per secoli è l’unico modo che ha trovato per uscirne sono i bordi che creano nel calcare forme molte particolari come un pianofforte di una chiesa o una croce.
Poi observeremo nella parte i alto a destra alcuni punti neri che ci mostrano le impronte dei pipistrelli che abbitano la grotta, è appena sotto una montagna di guano ( escrementi di pipistrelli). Nel corso della storia la grotta è stata visitata con candele che tingevano di nero le pareti. Nel 1976 il gestore delle grotta ordinò di lavare la grotta per ripulirla dalla fuggine che ne machiava le pareti. Per fare questo utilizzò acqua pressurizzata che portò alla canzellazione di quasi l’80 % dei dipinti ivi presenti.

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STANZA D’ONDA

Questa stanza si chiama così perché possiamo vedere delle pozze giganti che di solito sono piene di acqua, alla fine de la stanza c’è un piccolo foro chiamato “il foro della buca della volpe” perché per accedere alla stanza successiva bisogna sgattaiolare lentamente attraverso di essa.
Sulle pareti vediamo più di 270 rappresentazioni grafiche tra cui troviamo mammuts, orsi, rinoceronti, uccelli, pesci è rappresentazioni umane come mani positive è negative. Questi dipinti furono realizatti intorno ai 28.000- 33.000 AC, cioè dall’homo sapiens che frecuentava la zona. Gli dipinti sono considerati i secondi più antichi di Francia, possiamo observare due colori, nero e rosso.
Le pitture più antiche sono quelle rosse, realizzate con l’ocra ( una pietra naturale della reggione) mentre quelle nere sono più giovani fatte con il carbon. Per portarle alla luce gli archeologi hanno utilizzato una tecnica innovativa consistente nel rimuovere la calcite utilizzando una fragola ( un strumento per limare i denti al dentista).

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LA STANZA DELLA FRANA

La stanza della frana deve il suo nome ai grandi blocchi che si trovano al centro della galleria. Una delle pareti presenta una specifica facies di erosione denominata “les coups de gouge” (cavità asimmetriche). Alla base del ghiaione, a 2 metri dal suolo, troviamo gli artigli degli orsi delle caverne che vi si sono arrampicati. I ghiaioni erano quindi già presenti quando gli orsi delle caverne frequentavano la grotta. L’orso delle caverne si estinse circa 11.500 anni fa.
IL LAGO
Il lago è una stanza che riflette chiarezza è trasmette tranquilità. La temperatura dell’acqua è di circa di 12 gradi. All’interno del lago abbiamo gamberetti preistorici chiamati “nimphargus” (piccoli crostaceo bianco senza occhi che si caratterizza per la sua velocita). Observiamo anche piccole montagne bianche, che sono le future stalattiti che a poco a poco iniziano a crescere.

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IL LAGO

Il lago è una stanza che riflette chiarezza è trasmette tranquilità. La temperatura dell’acqua è di circa di 12 gradi. All’interno del lago abbiamo gamberetti preistorici chiamati “nimphargus” (piccoli crostaceo bianco senza occhi che si caratterizza per la sua velocita). Observiamo anche piccole montagne bianche, che sono le future stalattiti che a poco a poco iniziano a crescere.

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FINE DELLA VISITA

Grazie per la tua visita. Pensa alla guida. Il negozio è aperto se desideri partire con un souvenir. Arrivederci !